L'ECCELLENZA DEI VINI DI ETTORE GERMANO TRA PASSIONE E TRADIZIONE

Camillo Pisano, direttore editoriale di ItinerarideiSapori.it e PiaceridellaVita.com, spiega in uno dei suoi blog l'esperienza avuta nella nostra cantina, raccontando diversi dettagli dalla storia alla filosofia aziendale.



''Dici Langhe e pensi subito a quel paesaggio magico nel cuore del Piemonte più verde che l'Unesco ha decretato essere patrimonio dell'umanità. Non a caso le Langhe costituiscono un'eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino.


Danno spessore ai concetti le storie di tantissimi vignaioli che hanno saputo trasformare queste colline in una ricchezza che si misura non solo con l'odierno costo dei vigneti (per un ettaro nei cru più prestigiosi di Barolo si è parlato anche di 4 milioni di euro, come un appartamento di lusso nel cuore di Manhattan...), ma anche della sapienza e capacità di riscatto culturale che gli abitanti di queste colline hanno saputo trasmettere. Fino ai primi anni '50 del secolo scorso, infatti, in queste terre storicamente la povertà e la fame dominavano la vita quotidiana.


E molti vignaioli non erano consapevoli del "tesoro" che avevano per le mani. Vero è che il vino allora era considerato più un alimento che un piacere e la domanda del consumatore privilegiava la quantità piuttosto che la qualità. Così il vino era venduto per lo più sfuso, pochi pensavano a etichettare bottiglie con il proprio marchio. La maggior parte dei vignaioli che oggi hanno visibilità nella ribalta enologica internazionale hanno cominciato vendendo vino sfuso: perfino Gaja, che fra questi è forse il più conosciuto.


Anche la storia di Ettore Germano, azienda agricola a Cerretta, nel cuore del Barolo, inizia così e si sviluppa grazie alla passione e all'impegno di 4 generazioni di viticoltori che hanno saputo far diventare 4 ettari di vigneto una realtà oggi forte di 10 ettari a Serralunga e 9 a Ciglié, in Altra Langa. Furono il bisnonno Francesco e il nonno Alberto a iniziare l'attività. All'inizio coltivavano la vite e vendevano l'uva: le poche bottiglie erano riservate agli amici e al consumo in famiglia. Negli anni '50-'60 del secolo scorso la svolta.


Ettore Germano, il padre dell'attuale proprietario non che abile innestatore, decide di impiantare viti che producano vini di qualità e di puntare decisamente sulla produzione vinicola: acquista così alcuni vigneti confinanti, fra cui il cru di Barolo in zona Prapò sulla collina di Cerretta che nel 2009 avrebbe ottenuto una menzione geografica aggiuntiva per le sue caratteristiche uniche.



Nel 1975 viene costituita l'Azienda Agricola Ettore Germano: la vinificazione e l'imbottigliamento si fanno più consistenti e comincia il primo piccolo commercio di pochi ettolitri venduti a clienti privati ed amici. A dare impulso e a sviluppare la nuova attività ci pensa il figlio Sergio, enologo che si è fatto le ossa in aziende della zona. È a lui che si deve il passaggio dell'azienda da viticoltore a vinificatore e imbottigliatore. Nel 1988 le prime 5 mila bottiglie di Barolo, Barbera, Dolcetto e (poco) Chardonnay vengono immesse sul mercato e nel 1993 tutta la produzione è vinificata e imbottigliata in azienda.


Gli affari vanno bene e la Ettore Germano si espande con l'acquisto, nel 1995, di due ettari di Cerretta a Serralunga d'Alba e l'impianto di vigneti di Chardonnay e Riesling renano a Ciglié. Altri ettari in zona Prapò, Cerretta, Lazzarito, Pradone e Vignarionda entrano a far parte dell'azienda in anni più recenti e le consentono di presentarsi oggi sul mercato con una gamma articolata di bianchi e rossi fra cui brillano anche tre spumanti Alta Langa Docg nelle versioni extra brut, pas dosé e rosé. Si va dai Langhe Doc Chardonnay al Riesling Renano passando per i bianchi Binel e Nascetta, per arrivare a due Barbera d'Alba (di cui una superiore) e a un Nebbiolo Langhe rosso.


Fiore all'occhiello della Ettore Germano sono però i Barolo: ben cinque, perché ogni cru deve essere apprezzato nella sua interezza. Il Barolo prodotto nel comune di Serralunga d'Alba, per esempio, ricorda la fragola, la ciliegia e il melograno, il Prapò ha gusto intenso di frutta secca e sentori vanigliati, il Cerretta, che è affinato in botte fino a 24 mesi, profuma di frutta matura e vaniglia, mentre il Vignarionda è pieno, ricco, denso, e il Lazzarito, ottenuto da una vigna di 90 anni, associa potenza e finezza.



Il segreto del nostro successo? "Impegnarci con tenacia e rispettare l'ambiente ed i nostri vigneti, - dice Sergio Germano, il boss, coadiuvato oggi dalla moglie Elena e dai figli Elia e Maria. - Proprio per il rispetto dei nostri predecessori, continuiamo ad avere un approccio al nostro lavoro basato sulle necessità primarie dei vigneti e dei loro cicli biologici, senza forzature ed accanimenti." E passione, tradizione, evoluzione sono le tre parole chiave del percorso di Sergio, consapevole che le nuove tecnologie e le capacità professionali aiutano a migliorare la vita dell'agricoltore e la qualità del prodotto finale, ma le leggi della natura che rimangono invariate nel tempo e a loro bisogna ubbidire.


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